Ultime News

Richiesta di intevento per i dipendenti dei Teatri

 

Firmato un accordo di richiesta di intervento a favore dei lavoratori degli esercizi teatrali a seguito dell’impatto economico negativo del Coronavirus.

L’impatto economico si manifesta innanzitutto nel mancato ricavo da bigliettazione nelle regioni interessate nella settimana dal 24 febbraio al 1 marzo. Cifra analoga è prevedibile nel caso le ordinanze venissero prorogate di una settimana. In molti casi, a tale mancato ricavo da botteghino va aggiunto per le istituzioni e le imprese di produzione il mancato fatturato per la vendita di spettacoli e concerti a terzi, che costituisce un danno non recuperabile anche in tempi successivi.
Per i centri di produzione e le compagnie del teatro ragazzi l’impatto è ancora più pesante, non potendo programmare recite di produzione e distribuzione nei teatri direttamente gestiti e vedendosi cancellare le recite di produzione in tournée per un periodo di almeno tre settimane.
Le ricadute occupazionali negative si concentrano sia sui dipendenti subordinati a tempo indeterminato che sugli artisti (attori, danzatori, musicisti) e sui tecnici con contratti di scrittura, che rappresentano spesso la quota prevalente. In caso di annullamento di recite o concerti non viene corrisposto alcun cachet alle compagnie/ensemble e perciò i vigenti contratti collettivi di categoria prevedono un ristoro limitato. Tale situazione si riflette negativamente su artisti e tecnici già precari che in questo periodo di chiusura dei teatri rischiano di non percepire alcun emolumento. Come scritto sopra, per gli addetti del teatro ragazzi il periodo di inattività è ancora più esteso.
Le parti sociali, quindi, chiedono un intervento d’urgenza a favore delle imprese e dei lavoratori del settore, che dovrà necessariamente concretizzarsi attraverso un finanziamento straordinario, aggiuntivo alle forme esistenti (CIG in deroga e Fondo di solidarietà residuale), volto a dare copertura anche ai lavoratori oggi esclusi dall’ambito di applicazione dei suddetti ammortizzatori.

Associazioni d’impresa – Cgil Cisl Uil: Comunicato congiunto su COVID-19

 

Sottoscritto il 27/2/2020, tra Abi, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Legacoop, Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) e Cgil Cisl Uil un comunicato per affrontare la criticità “Coronavirus”

Le Associazioni d’impresa e i Sindacati, hanno firmato il presente Avviso comune con la finalità di lavorare insieme per permettere al nostro paese di superare il momento di criticità determinato dalla diffusione del Coronavirus:

“Il nostro Paese sta in questi giorni affrontando una situazione di forte criticità a causa della diffusione del Coronavirus. Ciò impone a noi parti sociali, al Governo, alle Regioni, a tutte le autorità e agli esponenti della società civile di lavorare insieme, mettendo a fattor comune gli sforzi e agendo in maniera coordinata per consentire al nostro Paese di superare questa fase in maniera rapida ed efficace.
Nei giorni scorsi sono state tempestivamente assunte diverse misure per contenere il rischio sanitario a beneficio di tutti i cittadini. Gli esperti e le organizzazioni internazionali, a partire dall’OMS, ci hanno rassicurato sui rischi del virus e sulle corrette prassi per gestire questa situazione, che tutti noi siamo chiamati a rispettare.
Dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese, evitando di diffondere sui mezzi di informazione una immagine e una percezione, soprattutto nei confronti dei partner internazionali, che rischia di danneggiare durevolmente il nostro Made in Italy e il turismo.
Oltre alle misure urgenti che il Governo ha adottato, o si appresta ad adottare, di necessario sostegno alle imprese e al reddito dei lavoratori, questo è il momento per costruire un grande piano di rilancio degli investimenti nel Paese che contempli misure forti e straordinarie per riportare il lavoro e la nostra economia su un percorso di crescita stabile e duratura.
Un ruolo importante dovrà essere svolto anche dalle Istituzioni europee, per creare le migliori condizioni per un rilancio economico dell’Italia nell’interesse della stessa Unione europea.”

Versamento dell’IVA periodica omessa: effetti sul credito annuale

Nell’ipotesi di rateazione degli esiti del controllo automatizzato derivanti dal mancato versamento dell’IVA periodica, il credito IVA da versamenti omessi si costituisce nel momento e nella misura in cui vengono eseguiti i pagamenti, anche se a distanza di anni. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 27 febbraio 2020, n. 81).

Precisamente, qualora siano stati omessi i versamenti dell’IVA a debito risultante dalle liquidazioni periodiche, nel modello di dichiarazione IVA, in particolare, nel quadro VL non vanno considerati i versamenti periodici omessi ma si tiene conto esclusivamente dell’IVA periodica versata, anche a seguito del ricevimento delle comunicazioni degli esiti del controllo automatizzato ai sensi dell’articolo 54-bis del D.P.R. n. 633 del 1972. In quest’ultimo caso, se i versamenti sono effettuati in forma rateale, occorre indicare la quota parte d’imposta corrisposta fino alla data di presentazione della dichiarazione e comunque non oltre il termine ordinario previsto per la presentazione della stessa.
Il pagamento delle rate successive, nel corso degli anni corrispondenti al piano di rateazione, comporterà l’emersione di un credito IVA da indicare nella dichiarazione annuale di ciascun anno di riferimento”.
A tal fine, nel modello di dichiarazione IVA 2020 per il periodo d’imposta 2019 è stato istituito il quadro VQ “per consentire la determinazione del credito maturato a seguito di versamenti di IVA periodica non spontanei”. L’importo così individuato, confluendo nel rigo VL12 – anch’esso di nuova istituzione- concorre alla determinazione del credito IVA annuale.