Ultime News

Protocollo Abi – Confindustria Alberghi per incentivare i servizi turistici

Siglato il 25/6/2020, tra l’ABI e la CONFINDUSTRIA ALBERGHI, il protocollo d’intesa al fine di attivare iniziative comunicazionali congiunte per diffondere la conoscenza della misura del “Tax credit vacanze/Bonus vacanze”.

Premesso che l’Agenzia delle Entrate ha emanato il 17 giugno un provvedimento attuativo del “Tax credit vacanze/bonus vacanze” che disciplina le modalità per l’utilizzo del credito d’imposta da parte dell’impresa turistico ricettiva e l’eventuale cessione del credito, anche alle banche.
L’ABI e Confindustria Alberghi, nel condividere l’importanza di agire sinergicamente affinché la misura del “Tax credit vacanze/Bonus vacanze” abbia un ampio e tempestivo utilizzo, stabiliscono di:
– attivare iniziative comunicazionali congiunte per diffondere la conoscenza della misura, anche attraverso la predisposizione di apposito materiale informativo;
– sollecitare i propri rispettivi associati a contribuire fattivamente alla diffusione e all’applicazione della misura;
– promuovere, mediante il coinvolgimento delle proprie strutture organizzative locali, iniziative in grado di favorire la conoscenza della misura e la definizione di accordi diretti volti a efficientare il processo di cessione del credito, in modo da mettere a disposizione risorse liquide aggiuntive per i fornitori di servizi turistico-ricettivi, nel rispetto della autonomia delle parti e delle normative esistenti;
– costituire, a tal fine, un tavolo di approfondimento sulle eventuali ulteriori possibili iniziative per favorire una più ampia conoscenza e applicazione efficiente del meccanismo di cessione del credito.

La società in liquidazione volontaria deve pagare il diritto camerale

La società in liquidazione volontaria è tenuta a pagare il diritto annuale di iscrizione alla Camera di Commercio fino a quando risulta iscritta nel registro imprese. Il suo status non è condizione estintiva della società e non è equiparabile alla procedura di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa (Corte di cassazione – ordinanza 11 giugno 2020, n. 11214).

Il diritto annuale di pagamento alla Camera di Commercio è un diritto di iscrizione, ma precisa anche ogni impresa iscritta o annotata nel registro delle imprese è tenuta al pagamento di tale tributo ed il suddetto obbligo cessa solo nel momento in cui si presenti domanda di cancellazione dal registro stesso.

Il presupposto del pagamento del diritto annuale è l’iscrizione e l’annotazione nel Registro della imprese, indipendentemente dallo stato dell’attività o dalla messa in scioglimento e liquidazione o meno dell’impresa.

Le imprese individuali cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall’anno solare successivo a quello in cui è cessata l’attività, sempre che la relativa domanda di cancellazione sia presentata entro il 30 gennaio successivo alla sua data di cessazione.

I giudici della Corte hanno già avuto modo di chiarire che qualora una società a responsabilità limitata non abbia chiesto, dopo l’approvazione ed il deposito del bilancio finale di liquidazione, la cancellazione dal registro delle imprese tramite il suo liquidatore, permane, a carico della prima, l’obbligo di pagamento del suddetto diritto.

La disciplina della cessazione dell’obbligo di pagamento del diritto è strutturata sulla distinzione tra imprese soggette a procedura di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, imprese individuali, società è altri soggetti collettivi. Per queste ultime è prevista la cessazione dell’obbligo del pagamento del diritto annuale a partire dall’anno solare successivo a quello in cui è stato approvato il bilancio di liquidazione a condizione che la relativa domanda di cancellazione al registro delle imprese sia presentata entro il 30 gennaio successivo all’approvazione del bilancio finale.

L’esenzione si giustifica in quanto sia il fallimento che la liquidazione coatta amministrativa configurano vicende estintive della società, che non sussistono nella società in liquidazione, posto che lo stato di liquidazione resta nella disponibilità dei soci.

LAPIDEI – Piccola Industria (CONFIMI): erogazione elemento di garanzia retributiva

LAPIDEI – Piccola Industria (CONFIMI): erogazione elemento di garanzia retributiva

Spetta, nella busta paga del mese di giugno, l’elemento di garanzia retributiva ai lavoratori del settore lapidei piccola Industria Confimi

Limitatamente alle aziende che non sottoscrivono accordi aziendali e che svolgono la propria attività in territori dove non sono presenti accordi di secondo livello, ai dipendenti a tempo indeterminato, ai lavoratori dipendenti a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi ed alle altre tipologie di lavoro subordinato in forza al Io gennaio di ogni anno, che abbiano percepito un trattamento retributivo composto esclusivamente da importi retributivi fissati dal CCNL (lavoratori privi di superminimi collettivi od individuali, premi annui o altri compensi comunque soggetti a contribuzione) viene riconosciuto un importo annuo pari a euro 314,00 lordi.
Il trattamento viene erogato in unica soluzione con le competenze del mese di giugno ed è corrisposto pro-quota con riferimento a tanti dodicesimi quanti sono stati i mesi di servizio prestati dal lavoratore, anche in modo non consecutivo, nell’anno precedente. La prestazione di lavoro superiore a 15 giorni viene considerata, a questi effetti, come mese intero.
Detto importo viene riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in funzione del normale orario di lavoro.
Al fine di favorire buone pratiche che producano soluzioni che siano rispondenti alle varie realtà territoriali ed aziendali, nonché adeguate offerte di servizi ai lavoratori, le parti intendono, in via sperimentale, offrire soluzioni che prevedano modalità diverse di fruizione di una parte dell’elemento di Garanzia Retributiva (E.G.R.) pari a 144,00 euro di cui al punto precedente.