Pensione di inabilità ai lavoratori esposti all’amianto, in GU il decreto con le modalità di concessione

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto recante criteri e modalità di concessione della pensione di inabilità ai lavoratori affetti da patologia asbesto-correlata accertata, che abbiano contratto la malattia professionale a causa dell’esposizione all’amianto (D.M. 16 dicembre 2019)

I soggetti destinatari sono i lavoratori in servizio o cessati dall’attività alla data del 30 giugno 2019 (data di entrata in vigore della disposizione di cui all’art. 1, co. 250-bis, della L. 11 dicembre 2016, n. 232), iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima, affetti da patologia asbesto-correlata accertata e riconosciuta (art. 13, co. 7, L. 27 marzo 1992, n. 257), che abbiano contratto la malattia professionale a causa dell’esposizione all’amianto, come documentata dall’Inail.
Altresì, sono destinatari del trattamento pensionistico coloro che:
– in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro siano transitati in una gestione diversa da quella dell’Inps, inclusi coloro che per effetto della ricongiunzione contributiva effettuata (art. 2, L. 7 febbraio 1979, n. 29), non possono far valere contribuzione nell’assicurazione generale obbligatoria;
– siano titolari del sussidio per l’accompagnamento alla pensione entro l’anno 2020 (art. 1, co. 276, L. 28 dicembre 2015, n. 208; D.M. 29 aprile 2016) che optino per la pensione di inabilità (art. 1, co. 250, L. 11 dicembre 2016, n. 232).
I citati soggetti devono essere in possesso:
– del requisito contributivo, che si intende perfezionato quando risultino versati o accreditati a favore dell’assicurato almeno cinque anni nell’arco dell’intera vita lavorativa;
– nonché, del riconoscimento, da parte dell’Inail, di una patologia asbesto-correlata di origine professionale, anche qualora l’assicurato non si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa.
A decorrere dal 1° gennaio 2020, le domande di accesso devono essere presentate all’Inps entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno. Le domande sono accolte entro il limite di spesa prestabilito per le varie annualità (7,7 milioni di euro per l’anno 2019, 13,1 milioni per il 2020, 12,6 milioni per il 2021, 12,3 milioni per il 2022, 11,7 milioni per il 2023, 11,1 milioni per il 2024, 10 milioni per il 2025, 9,2 milioni per il 2026, 8,5 milioni per il 2027 e 7,5 milioni a decorrere dall’anno 2028). Al fine di verificare il raggiungimento, anche in termini prospettici, del limite di spesa, l’Inps procede al monitoraggio delle domande di accesso al beneficio. Qualora emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto ai limiti annuali, il riconoscimento del beneficio è differito tenendo conto prioritariamente dell’età anagrafica, dell’anzianità contributiva e, infine, a parità delle stesse, della data di presentazione della domanda.
L’INPS, all’esito del monitoraggio delle domande, comunica all’interessato:
– l’accesso al beneficio, accertata la sussistenza della relativa copertura finanziaria;
– l’accesso al beneficio, con indicazione della prima decorrenza utile della pensione di inabilità, differita in ragione dello scostamento del numero delle domande rispetto ai limiti annuali di spesa;
– il rigetto della domanda di accesso al beneficio qualora l’interessato non risulti in possesso dei requisiti previsti.
Tale pensione di inabilità è incompatibile con lo svolgimento da parte del titolare di qualsiasi attività lavorativa dipendente o autonoma ed è incumulabile con la rendita vitalizia liquidata per lo stesso evento invalidante (D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124), nonché con gli altri benefici pensionistici previsti dalla normativa vigente.

Inps, i contributi dovuti per i lavoratori domestici per l’anno 2020

L’Inps, con circolare 6 febbraio 2020, n. 17, comunica l’importo dei contributi dovuti per l’anno 2020 per i lavoratori domestici.

L’ISTAT ha comunicato la variazione percentuale (0,50%) verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, tra il periodo gennaio-dicembre 2018 e quello di gennaio-dicembre 2019. Di conseguenza, sono state rideterminate le fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2020 per i lavoratori domestici.

Lavoratori italiani e stranieri

Retribuzione oraria Importo contributo orario
Effettiva Convenzionale Con quota CUAF Senza quota CUAF
fino a € 8,10

oltre € 8,10 e fino a € 9,86

oltre € 9,86

€ 7,17

 

€ 8,10

€ 9,86

€ 1,43 (0,36)

€ 1,62 (0,41)

€ 1,97 (0,49)

€ 1,44 (0,36)

€ 1,63 (0,41)

€ 1,98 (0,49)

Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali € 5,22 € 1,04 (0,26) € 1,05 (0,26)

Lavoratori italiani e stranieri (contributo addizionale 1,40%))

Retribuzione oraria Importo contributo orario
Effettiva Convenzionale Con quota CUAF Senza quota CUAF
fino a € 8,10

oltre € 8,10 e fino a € 9,86

oltre € 9,86

€ 7,17

 

€ 8,10

€ 9,86

€ 1,53 (0,36)

€ 1,73 (0,41)

€ 2,11 (0,49)

€ 1,54 (0,36)

€ 1,74 (0,41)

€ 2,12 (0,49)

Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali € 5,22 € 1,12 (0,26) € 1,12 (0,26)

Quanto al contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari), esso non è dovuto nel caso di rapporto fra coniugi, ammissibile soltanto laddove il datore di lavoro coniuge sia titolare di indennità di accompagnamento, e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, ove riconosciuto ai sensi di legge (art. 1, D.P.R. n. 1403/1971).
In relazione, invece, ai contratti di lavoro a tempo determinato, continua ad applicarsi il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro in misura pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, nel caso specifico rappresentata dalla retribuzione convenzionale. Tale contributo non si applica ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti.

Gestione separata Inps: minimale, massimale ed aliquote contributive per l’anno 2020

Con circolare n. 12 del 3 febbraio 2020, l’Inps comunica aliquote, minimale e massimale del reddito, per il calcolo dei contributi dovuti dai soggetti iscritti alla Gestione separata.

Per l’anno 2020, l’aliquota contributiva e di computo per collaboratori e figure assimilate, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps, è pari al 33% (art. 2, co. 57, L. n. 92/2012). Ad essa, poi, vanno aggiunte le seguenti aliquote pari a:
– 0,72%, per il finanziamento dell’onere derivante dalla estensione della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia e al congedo parentale (art. 59, co. 16, L. 449/1997; art. 1, commi 788 e 791, L. n. 296/2006; art. 7, D.M. 12 luglio 2007);
– 0,51%, per il finanziamento dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio (DIS-COLL) (art. 7, L. n. 81/2017).
Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini IVA, iscritti alla Gestione separata e non assicurati ad altre gestioni di previdenza, né pensionati, l’aliquota contributiva è stabilita in misura pari al 25% (art. 1, co. 165, L. n. 232/2016), cui va aggiunta l’ulteriore aliquota dello 0,72%.
Infine, per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, per l’anno 2020, l’aliquota è confermata al 24%, sia per i collaboratori e le figure assimilate che per i professionisti (art. 1, co. 491, L. n. 147/2013).

Collaboratori e figure assimilate

Aliquote

Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL 34,23%
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL 33,72%
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria 24%

Professionisti

Aliquote

Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie 25,72%
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria 24%

La ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente è stabilita nella misura rispettivamente di un terzo e due terzi. L’obbligo del versamento dei contributi è in capo all’azienda committente, che deve eseguire il pagamento entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso, tramite il modello “F24” telematico per i datori privati e il modello “F24 EP” per le Amministrazioni pubbliche.
Per quanto concerne i professionisti, invece, l’onere contributivo è a carico degli stessi ed il versamento deve essere eseguito, tramite modello “F24” telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi.
Per l’anno 2020, il massimale di reddito è pari ad euro 103.055,00 (art. 2, co. 18, L. n. 335/95); il minimale di reddito è invece pari ad euro 15.953,00 (art. 1, co. 3, L. n. 233/1990).
Conseguentemente, gli iscritti ottengono l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo pari ad euro:
– 3.828,72 (di cui 3.828,72 ai fini pensionistici), per i titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria che applicano l’aliquota del 24%;
– 4.103,11 (di cui 3.988,25 ai fini pensionistici) per i professionisti che applicano l’aliquota del 25,72%;
– 5.379,35 (di cui 5.264,52 ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota al 33,72%;
– 5.460,71 (di cui 5.264,52 ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota al 34,23%.